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Genere

Blues Piano

1 file in questo stile.

Pete Johnson, boogie-woogie and blues pianist, at the piano in 1946
Blues Piano

Il pianoforte blues è cresciuto ovunque ci fosse un pianoforte nel Sud degli Stati Uniti: nei barrelhouse, nei juke joint e nei bar dei campi di taglio, dove i pianisti lavoravano la forma di dodici battute fino a renderla percussiva e autosufficiente. Un solo musicista doveva essere l'intera band, così lo stile divise il lavoro fra le mani: una figura regolare che rulla nella sinistra contro blue note, acciaccature schiacciate e frasi in botta e risposta nella destra. La forma è semplice da descrivere e infinita nella pratica, ed è per questo che non ha mai smesso di essere suonata.

Il primo grande boom dello stile fu il boogie woogie. Pianisti come Jimmy Yancey, Meade "Lux" Lewis, Albert Ammons e Pete Johnson spingevano nella sinistra figure a otto per battuta sotto destre a riff, e il concerto del 1938 "From Spirituals to Swing" alla Carnegie Hall trasformò il loro stile da festa di quartiere in una mania nazionale. Accanto correva la tradizione più lenta, il blues delle ore piccole di musicisti come Otis Spann a Chicago, dove il punto non è la velocità ma il peso: quanto sentimento si riesce ad appendere a una manciata di note.

Il vocabolario del blues regge il peso di quasi tutto ciò che è venuto dopo. I pianisti jazz vi si appoggiano ogni volta che vogliono dire qualcosa in modo diretto, e il pianoforte del rock and roll è pianoforte blues suonato più forte. Imparare questi pezzi a mani separate è uno dei modi più rapidi per capire come funziona davvero questo linguaggio: la mano sinistra è uno strumento da groove, la mano destra è un cantante, e le dodici battute in mezzo contengono più spazio di quanto sembri.