Compositori
Ogni trascrizione è accreditata all'artista della registrazione originale.
20 compositori
Art Tatum3 fileQuasi cieco fin dalla prima infanzia, Art Tatum fissò uno standard di virtuosismo pianistico jazz che non è mai stato superato. Le sue volate, le sue riarmonizzazioni e la sua tecnica di stride stordirono perfino i virtuosi classici, e i pianisti studiano ancora nota per nota le sue registrazioni.
Bill Evans7 fileBill Evans portò al trio con pianoforte l'armonia impressionista e un tocco cantabile e introspettivo. I suoi voicing senza fondamentale hanno rimodellato il modo in cui i pianisti jazz sentono gli accordi, e album come Sunday at the Village Vanguard restano ascolti indispensabili.
Bud Powell1 fileIl pianista più influente del bebop, Bud Powell portò alla tastiera le agili linee di fiato di Charlie Parker con abbaglianti volate della mano destra sopra accordi pungenti della sinistra.
Duke Pearson1 filePianista, compositore e arrangiatore di casa Blue Note, Duke Pearson scrisse eleganti standard hard bop e contribuì a dare forma al suono dell'etichetta negli anni sessanta.
Erroll Garner10 fileErroll Garner, autodidatta e autore di Misty, swingava come un'orchestra intera: la mano sinistra a strimpellare quattro quarti regolari come una chitarra ritmica, la destra a galleggiare appena dietro il beat. Non imparò mai a leggere la musica e non ne ebbe mai bisogno.
Eubie Blake2 filePianista e compositore di ragtime e primo jazz, visse fino a cento anni; il suo Charleston Rag e lo spettacolo di successo Shuffle Along contribuirono a traghettare il ragtime nell'età del jazz.
George Shearing1 fileIl pianista anglo-americano che scrisse Lullaby of Birdland, famoso per lo swing fresco ed elegante del suo stile in block chord a mani bloccate.
Jelly Roll Morton11 fileL'autoproclamato inventore del jazz, e il suo primo grande compositore e arrangiatore, che portò nel mondo il pianoforte di New Orleans e i Red Hot Peppers.
Johnny Guarnieri1 fileUn virtuoso dell'era dello swing che suonò stride con chiunque contasse nella New York degli anni quaranta, portò il clavicembalo dentro il jazz con la Gramercy Five di Artie Shaw e in tarda età insegnò allo stride a swingare in cinque quarti.
Jon Batiste1 fileBandleader premiato con Grammy e Oscar che unisce jazz, gospel e pop, portando il pianoforte virtuosistico a una nuova generazione.
McCoy Tyner2 filePianista di potenza del classico John Coltrane Quartet, McCoy Tyner ha definito il pianoforte del jazz modale con quarte tonanti nella mano sinistra e volate a cascata.
Misc.4 fileLo scaffale buono per tutto: trascrizioni il cui compositore sta fuori dall'elenco dei nomi, dai traditional agli standard fino alle richieste una tantum.
Nat King Cole1 fileNat King Cole è stato uno dei migliori pianisti jazz della sua generazione, prima che il mondo decidesse che era un cantante. Essenziale, swingante e armonicamente affilato, è il modello su cui Oscar Peterson ha costruito il suo stile degli esordi.
Oscar Peterson3 fileOscar Peterson ha unito una tecnica al livello di Tatum a uno swing irresistibile in una carriera di oltre 200 registrazioni. Il sentimento blues e le tonanti linee a due mani del pianista canadese gli sono valsi otto Grammy, e Duke Ellington lo chiamò il Maharaja della tastiera.
Ryo Fukui1 filePianista in gran parte autodidatta di Sapporo, il cui album del 1976 Scenery è diventato un'amata pietra angolare del jazz giapponese.
Scott Joplin1 fileIl re del ragtime, il cui Maple Leaf Rag e The Entertainer hanno definito lo stile sincopato che travolse l'America e preparato il terreno al pianoforte jazz.
Thelonious Monk3 fileThelonious Monk ha costruito un intero mondo sonoro con melodie angolose, cluster dissonanti e un uso radicale dello spazio. Fra i compositori jazz più registrati di sempre, i suoi brani come Blue Monk e Round Midnight sono pietre angolari del repertorio.
Thomas "Blind Tom" Wiggins2 fileNato schiavo e cieco nel 1849, pianista di orecchio straordinario capace di restituire un pezzo dopo un solo ascolto, e compositore la cui musica fu spesso pubblicata sotto il nome di altri.
Willie "The Lion" Smith2 fileGigante dello stride di Harlem, Willie "The Lion" Smith univa una tecnica spavalda a un orecchio armonico sorprendentemente impressionista.
Zez Confrey1 fileIl virtuoso del novelty piano dietro Kitten on the Keys, che filò la sincope del ragtime nella scintillante mania del pianoforte da salotto degli anni venti.
Photos via Wikimedia Commons: public domain (incl. William P. Gottlieb, Library of Congress, Bain News Service, National Portrait Gallery, the Bloom photograph studio of Chicago, a frame from the 1940 film Second Chorus, and an 1896 view of Kramer's Music House) except Oscar Peterson (Tom Marcello, CC BY-SA 2.0) and Jon Batiste (Rhododendrites, CC BY-SA 4.0).